Una specie di newsletter: cose viste, studiate, lette o ascoltate. Agosto 2026: l’immagine per il 46° anniversario della strage di Bologna, Albe Steiner e la funzione sociale della grafica
L’immagine per il 46° anniversario della strage di Bologna
Rimaniamo in tema di locandine, poster e affini (l’altro mio articolo sul tema potete trovarlo qui), perché quest’anno il poster dedicato alla memoria della strage del 2 agosto del 1980 a Bologna merita davvero di essere visto e l’autrice di essere applaudita. L’autrice, da quel che mi dice la Rete, è Sofia Marabello, studentessa di design all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Non ho trovato notizie biografiche e dunque condivido direttamente l’opera (qui nella sua declinazione orizzontale, ma la città è stata tappezzata anche con i formati verticali):

Marabello ha la bellissima intuizione di usare lo strumento precipuo dell’informazione ferroviaria per farne un memento di grande potenza simbolica. Strumento che da neutro e puramente informativo diventa veicolo di pensiero e di approfondimento.
Le luci del display ci dicono tutto e più di tutto, riproducendo nella parte bassa dell’immagine la crepa lasciata dalla bomba esplosa quella disgraziata mattina.
Il copy è una gemma: un raffinato slittamento semantico dal termine tecnico ferroviario al suo significato più esteso. Perché non c’è coincidenza? Perché i treni non passano più? Certo che non passano. È esplosa una bomba in stazione. C’è stata una sfortunata concorrenza di fattori? L’esplosione di una caldaia proprio in uno dei giorni di più imponente esodo estivo?
Nessuna coincidenza, nessuna casualità.
Il poster è stato realizzato nel contesto di Poster for the city, progetto di comunicazione sociale realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna (corso triennale di Design Grafico) con il Comune di Bologna […] che vede la realizzazione ogni anno dei manifesti commemorativi per le ricorrenze istituzionali nazionali, con l’obiettivo specifico di rinnovarne e restituirne la memoria, attraverso linguaggi adeguati all’odierno scenario urbano (dal sito Storia e memoria di Bologna).
Il progetto grafico e la sua funzione sociale
Il lavoro di Marabello è un esempio plastico di quel che si intende quando si parla di funzione sociale del design grafico.
Il progetto grafico, si sa, non è fatto per stare nei musei: va nei supermercati, nei negozi, nei ristoranti, nei bar. Ma scende anche per strada, serve a rendere leggibile il mondo non soltanto per orientarcisi ma anche per renderlo migliore. Serve per spiegare la realtà e serve per generare consapevolezza sulla possibilità di migliorarla. Sul sito dell’agenzia Studio pagina ho trovato questa citazione da Albe Steiner (uno dei padri nobili, anzi nobilissimi, della grafica italiana e non solo italiana) che mi pare riassuma bene il concetto:
““La preparazione dello studente di grafico oggi deve essere quindi più culturale per poter progettare modelli validi per domani […] Grafici non più educati come artefici delle Arti, non più indirizzati al progetto ispirato “al bel pezzo” come il pittore di cavalletto, non più come il “designer” che attraverso il bell’oggetto conforta la società ammalata, […] ma grafici che sentano responsabilmente il valore della comunicazione visiva come mezzo che contribuisce a cambiare in meglio le cose peggiori. Grafici modesti, lavoratori tra masse di gente semplice che ha il diritto di partecipare alla comunicazione, alla cultura, al sapere, alla gestione sociale. Grafici che sentano che la tecnica è un mezzo per trasmettere cultura e non strumento fine a sé stesso per giustificare la sterilità del pensiero o peggio per sollecitare inutili bisogni, per continuare a progettare macchine, teorie, mostre, libri e oggetti inutili.” Albe Steiner, Oggi è già domani – In «Linea Grafica», n. 6, 1973 – discorso di apertura dell’anno scolastico della Scuola del Libro della Società Umanitaria.”
Partecipare alla gestione sociale.
Trasmettere cultura.
Albe Steiner, prima che essere grafico, fu partigiano. In rete si trova parecchio materiale su di lui. Senza volersi addentrare nella pagine dei siti specializzati, ci si può limitare a uno sguardo sulla pagina dedicata a lui e alla moglie Lica, sua sodale di pari grado nel mestiere e nell’impegno sociale, sul sito ITSOS Albe Steiner di Milano.
Parlando di grafica: una risorsa interessante
Cercando pagine su Albe Steiner ho trovato una risorsa molto ma molto interessante. L’Archivio Grafica Italiana a cura dello studio Munari Design offre una bella panoramica di progetti indicativi del pensiero progettuale che ha caratterizzato lo sviluppo della grafica italiana. Alcuni molto popolari, altri meno. Tutti meritevoli di essere studiati.
Parlando di memoria: una risorsa necessaria
Per chi volesse (ed è sempre bene farlo) leggere o rileggere che cosa fu la strage di Bologna, questo è il sito dell’Associazione 2 agosto 1980.
Per chi preferisce l’ascolto alla lettura, Raiplaysound offre un bel po’ di materiale, qui.
